Inglobando in sé tutto ciò che ha valore e significato.
Tutto ciò che è vissuto. Che sia gioioso o doloroso.
Nell’osservarla si sente che anche ciò che fa male, se lo si accoglie con amore, diventa una grande risorsa.
Qualcosa di prezioso per la nostra scatola.
Scrigno Schiuso
Percorsi creativi ed espressivi alla scoperta delle nostre gemme
Penso alle persone come a qualcosa di molto prezioso, che si compone di “parti” e dove ognuna di queste ha un valore unico.
Molto spesso nemmeno noi le conosciamo bene tutte o non le consideriamo così importanti, ma di fatto costituiscono il nostro essere e le nostre caratteristiche e peculiarità. Determinano il nostro modo di leggere il mondo, di rispondere alle cose che accadono e di approcciarci alla vita.
Direzionano e alimentano la nostra creatività, le nostre passioni e ciò che siamo, oltre a permetterci di modificarci e crescere, apprendere dalle esperienze che viviamo e metterci in relazione gli uni con gli altri.
Credo che ognuno di noi sia come un prisma, l’essenza di sé è sempre la stessa, ma muta al mutare dello sguardo. In base al lato, alla faccia da cui lo si osserva cambia ciò che si vede, nonostante ciò che si guardi sia sempre lo stesso. Inoltre trovo fantastico che al passare della luce si possa vedere all’esterno un arcobaleno.
Mi sono sempre immaginata che in base a ciò che ci accade si abbia l’occasione di trasformare e restituire all’esterno qualcosa di sempre diverso e nuovo e che il tutto lasci una traccia preziosa in noi, qualunque sia la natura.
Da esseri umani trovo che l’elemento della relazione sia fondamentale e che cominciare a dialogare con se stessi permetta poi di aprire questa possibilità verso l’esterno, composto di persone e ambienti, con tutto ciò che portano con loro.
Da qui nasce l’idea di uno scrigno, di un contenitore che custodisce le nostre “parti”, qualcosa di prezioso, che siano vere e proprie gemme, come oggetti o tracce di esperienze. Proprio come una scatola dei tesori, che ha funzione di proteggere anche semplici oggetti, che sono però simbolo di elementi delicati e preziosi che hanno definito e trasformato noi come persone.
Dobbiamo a questi ciò che siamo stati, la spinta di ciò che saremo e ciò che siamo ora.
Non sempre siamo coscienti di tutti questi “preziosi” talvolta qualcuno lo abbiamo persino dimenticato, altri forse non sappiamo nemmeno di averli riposti.
È sulla base di questo pensiero che nasce l’idea di schiudere, con tutta l’attenzione, la lentezza e la delicatezza che ha un fiore nell’aprirsi. Valutando se, quando e quanto.
Perchè anche noi non possiamo provare a schiuderci, concedendoci e concedendo agli altri di poterci incontrare in parti di noi che forse non siamo abituati a guardare, ma che hanno tanto da dirci e da dire?

Chi sono
Psicomotricista, formata in danza creativa – educativa di primo livello, facilitatrice mindfulness e in formazione “il corpo nella relazione” nel master di IPSO.
Con passione e interesse profondo per tutto ciò che riguarda l’immagine e le sue possibilità tra cui quelle comunicative, relazionali, espressive e introspettive. Da qui la specializzazione in fotolinguaggio creativo – attivo, la formazione in fototerapia secondo metodo Judy Weiser, diversi percorsi fotoemozionali e la specializzazione in Fototerapia Psicocorporea.

Strumenti
Psicomotricista, formata in danza creativa – educativa di primo livello, facilitatrice mindfulness e in formazione “il corpo nella relazione” nel master di IPSO.
Con passione e interesse profondo per tutto ciò che riguarda l’immagine e le sue possibilità tra cui quelle comunicative, relazionali, espressive e introspettive. Da qui la specializzazione in fotolinguaggio creativo – attivo, la formazione in fototerapia secondo metodo Judy Weiser, diversi percorsi fotoemozionali e la specializzazione in Fototerapia Psicocorporea.

Percorsi
Psicomotricista, formata in danza creativa – educativa di primo livello, facilitatrice mindfulness e in formazione “il corpo nella relazione” nel master di IPSO.
Con passione e interesse profondo per tutto ciò che riguarda l’immagine e le sue possibilità tra cui quelle comunicative, relazionali, espressive e introspettive. Da qui la specializzazione in fotolinguaggio creativo – attivo, la formazione in fototerapia secondo metodo Judy Weiser, diversi percorsi fotoemozionali e la specializzazione in Fototerapia Psicocorporea.